Il valore dello sport.. con diversa abilità

Mercoledì 22 febbraio, i ragazzi delle classi seconde hanno vissuto un’esperienza entusiasmante, riflettendo sul valore dello sport, vedendo e ascoltando testimonianze di atleti paralimpici, incontrando Pierangelo Santelli, presidente del CIP Lombardia (Comitato Italiano Paralimpico), e mettendosi in gioco in palestra, grazie all’aiuto di due atleti disabili, in attività sportive che richiedono una “diversa abilità”.

A seguire, alcune riflessioni e considerazioni a caldo degli alunni di 2^A.

La testimonianza che ci hanno dato è stata per me un insegnamento, di cui da oggi in poi farò tesoro: tutti ce la possono fare, indipendentemente da aspetti fisici e psicologici, non solo nello sport, ma anche nella vita quotidiana.

Prima provavo pena per le persone disabili, mi mettevano tristezza, ma oggi ho capito che mi sbagliavo, perché loro sono persone davvero in gamba, che non hanno proprio nulla da invidiare a noi; ho capito che siamo noi a doverli invidiare, perché sono persone eccezionali, umili, che cercano in ogni modo di raggiungere quello che vogliono.

Oggi è stata una giornata bellissima e speciale, come loro. Perché io ho sempre pensato dei disabili che non sono diversi, ma speciali e dalle loro testimonianze mi ha colpito in particolare come affrontano la vita.

Conoscendo alcuni atleti disabili, mi è piaciuta la loro testardaggine nei confronti della vita e mi ha stupito la loro forza di andare avanti.

Il momento più emozionante è stato quando mi sono accorto che Max (uno degli atleti presenti) non aveva una gamba, perché non lo avevo notato; mi ha anche stupito la volontà che hanno nel fare sport.

Ho imparato che lo sport è un linguaggio che tutti comprendono perché le persone sono tutte uguali quando lo praticano.

Prima credevo che per i disabili riuscire a vivere e fare sport fosse difficile, ma ho capito che con perseveranza si riesce a fare tutto.

Sono colpito dalla determinazione degli atleti disabili nel fare sport. Lo sport a loro ha dato una opportunità in quanto, accettando le difficoltà, sono riusciti a superare i loro limiti diventando dei veri campioni.

Sono molto colpita per ciò che i disabili possono fare, per la loro capacità di andare avanti con il sorriso, accettandosi così come sono. Questi ragazzi e adulti non hanno avuto tutte le porte aperte e comunque non si sono arresi.

Oggi mi sono divertita molto, ma allo stesso tempo ho imparato molto. Sono stata stupita dal fatto che queste persone, nonostante le difficoltà, siano riuscite a ricominciare da capo.

A me ha colpito molto il fatto che persone disabili riescano a essere così felici grazie allo sport e che possano praticarlo così bene; ora ho capito che basta avere volontà, coraggio e soprattutto bisogna provare gioia nel praticare sport. La testimonianza di Pierangelo Santelli mi ha fatto capire che non bisogna trattare in modo diverso le persone disabili.

La giornata mi ha colpito perché non pensavo che le persone disabili fossero in grado di fare tutte quelle discipline e di Pierangelo mi ha stupito il fatto che sia stato in grado di stabilire tutti i suoi record con la forza di volontà.

Durante la giornata credo di avere capito molte cose. La prima tra tutte è che se credi veramente in qualcosa, puoi farla, anche se ti manca un braccio o non hai la possibilità di camminare. Poi penso che i disabili siano persone davvero speciali.

La  cosa che mi ha colpito di più è la forza di volontà di questi atleti (come i famosi Alex Zanardi e Bebe Vio) che si sono rialzati e si sono rimessi in gioco. Questi sono i veri Supereroi.

Sinceramente mi facevano un po’ impressione gli amputati. Non perché credevo che fossero diversi, ma forse perché avevo paura di diventare così. Poi mi sono sensibilizzata, anche grazie a questi interventi fatti a scuola. Temevo di impressionarmi, invece ora posso dire di aver superato completamente i miei pregiudizi.

Oggi abbiamo parlato anche di Bebe Vio: io l’avevo già vista alla Paralimpiadi, mi piace molto la sua voglia di vivere. Nonostante la sua disabilità è felice ed è sicuramente un’atleta da imitare.

Io pensavo che per i disabili vivere in questo modo fosse un incubo, ma dopo questa giornata ho capito che loro sanno anche essere contenti. I disabili che ci hanno parlato e di cui abbiamo visto delle testimonianze si sono aggrappati allo sport che li ha salvati e, nonostante i loro gravi problemi, sono riusciti a diventare campioni. Quindi ho capito che se credi in una cosa, riuscirai a conquistarla.

Secondo me questa giornata è stata molto educativa, interessante e costruttiva. La parte che mi è piaciuta di più è stata la prima perché Pierangelo mi ha fatto conoscere il mondo dei disabili e mi ha fatto imparare a guardarli come persone normali.

Oggi ho capito cosa vuol dire essere disabili, nel senso bello del termine: essi non si demoralizzano, ma vanno avanti e spesso trovano senso alla vita nello sport; attraverso video, racconti, interviste e provando in palestra i loro sport, ho realizzato che i veri campioni sono loro.

Oggi abbiamo trattato l’argomento delle Paralimpiadi e mi ha colpito il fatto che gli atleti disabili, grazie anche al loro carattere, si mettono in gioco, convivendo con il loro problema. In particolare sono colpita dalla storia di Bebe Vio, che è una persona da prendere come esempio, non solo per la sua passione  per lo sport, ma anche per la sua determinazione.

La parte che mi ha colpito di più è stata quella in cui è arrivato il presidente del CIP, perché ci ha raccontato come lui è riuscito, nonostante la sua disabilità, ad affrontare la vita quotidiana e come insieme ai suoi compagni ha formato una squadra di pallanuoto senza rivali.

Oggi è stato molto speciale per me. Interagendo e giocando con loro, è cambiata molto la mia opinione sui disabili: provare a fare gli sport che loro praticano è stato emozionante, ho capito anche la loro fatica, anche se non ho provato veramente le loro sensazioni. Tra tutte, l’attività che mi è piaciuta di più, e quella che è stata la più difficile, è stato il percorso per i non vedenti. Nello svolgerlo è stato bello capire che posso fidarmi dei miei compagni.

Questa mattina è stata molto bella perché ho conosciuto un mondo nuovo. Mi ha colpito molto quando siamo scesi in palestra, soprattutto il percorso al buio, perché mi ha fatto pensare a come deve essere difficile essere ciechi ed essere accompagnati da una persona di cui ci si deve fidare.

Prima credevo che i disabili non potessero fare sport, ma ora so che nonostante le difficoltà riescono a fare tutto, perché ci credono e sanno di potercela fare.